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"Maria Pia Fanna Roncoroni non sono quattro persone e nemmeno due (Maria Fanna e Pia Roncoroni oppure Maria Roncoroni e Pia Fanna), Maria Pia Roncoroni si occupa da anni, insieme a Maria Pia Fanna, di labirinti. Ma non di quei due o cinque labirinti comuni che tutti conoscono, anche di altri labirinti, di ogni tipo, anche senza muri, come quello del deserto senza muri di Borges. Più di altro Pia Fanna si interessa dello spirito del labirinto che ci fa "perdere" la ragione. Lo spirito del labirinto lo si trova anche in certi casi dove la logica non aiuta più ad uscirne, come quando si legge una parola, e poi la stessa tra virgolette o in corsivo o...verità, "verità", Verità, VERITA', verità... ...Ci si accorge di trovarsi in una situazione nella quale le normali vie di conoscenze non servono a capire il messaggio...occorrerebbe riscoprire tutti i recettori sensoriali che sono in noi...che si sono atrofizzati sin dall'infanzia quando la mamma diceva:"non toccare!". Bisognerebbe riscoprire la plurisensorialità che ci permette di capire tutto quello che la logica o la ragione non capiscono...perdersi nel labirinto dei sensi è come entrare nelle opere d'arte, cercare di capire con i sensi e non con la ragione. Come ci insegna Fanna Pia Maria Roncoroni. In fede
Bruno Munari
Nata a Milano, dove ha iniziato a studiare pittura alla Scuola di Arturo Colombo e illustrazione con Mario Vellani Marchi, ha frequentato l'Ecole des Beaux Arts di Ginevra e ha studiato affresco alla Academia de Bellas Artes di Buenos Aires. Dal 1965 si dedica alla scultura e nel 1977 inizia la sua ricerca sul segno-simboloLUILEI e sul Labirinto. Insieme a Sara Campesan e ad altri sei colleghi fonda a Mestre nel 1978 il centro culturale Verifica 8+1, che diventa un punto di riferimento internazionale dell'artestrutturalista. Dallo stesso anno inizia a occuparsi anche di MailArt, collaborando attivamente alle numerose iniziative nel campo. Dal 1991 chiude la sua ricerca sul segno-simbolo LUILEI e sul Labirinto, inchiodando dei libri, inizialmente di carta e gesso, poi si legno, terracotta, cartone e plexiglas, e intitolandoli LIBRI MUTI; l'insieme di questi crea biblioteche di varie dimensioni. Nel 1992 la casa editrice Electa pubblica una sua monografia. Sul suo lavoro sono stati realizzati dal regista Petr Ruttner il film "Emmepi" (1978) e il video "Labirinti" (1988) e "libri muti" (1994). Vive e lavora in campagna, a Villorba, nei pressi di Treviso. |