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Percorso artistico

Ho iniziato il mio percorso artistico osservando con disegno e pittura il mondo del figurativo, dedicandomi anche all’illustrazione di testi di Tagore, Wiechert, Pavese, Steinbeck.

Il pittore come Diogene, continua a cercare l’uomo …

Dal 1965 ho incominciato a scolpire modellando teste-ritratto in terracotta e lavorando alle fusioni in bronzo.

Il ritratto può essere paragonato ad una sonata, deve avere un tema, un suo centro intorno al quale giocano, in differenti ruoli, i temi secondari.

TesteRitratto_09_Vagito_1966_slide

Negli anni Settanta dalle teste-ritratto sono approdata agli Ovoidi. L’uovo di Brancusi mi ossessionava. Imprigionata dalla forma, cercavo l’energia concentrata in essa. Incominciai a costruire forme ovali in cera, e con una lama incandescente le foravo, le aprivo; l’energia che si sprigionava dalle spaccature fu per me la liberazione dal figurativo e la partenza per il cammino nuovo dell’astrattismo.

Ovoidi_03_OvoideEnergia_Bronzo_slideHo sempre “sfogliato” la natura come uno studioso sfoglia un libro; ci è maestra, se sappiamo scoprire le sue leggi interne, non per imitarla, copiandola, ma per comprenderla… Ho sentito, come una sfida, l’urgenza di prendere squadra e compasso, di fronte alla piccolezza dell’uomo e alla perfezione della natura. Nascono così le opere geometriche in gesso e ferro.

Il cammino geometrico mi ha portata ai tetraedri, formati dai triangoli regolari che, intersecandosi generano i Tetraincontri.

Strutturalismo_07_TetraincontroLuiLei_Legno_1975_slide

Queste figure geometriche, nella tappa successiva, diventeranno personaggi di LUI e LEI.

LuiLei_02_GemmaLei_1979_slideE’ l’inizio di un nuovo percorso concettuale, in cui LUI nero e LEI magenta (colore che in natura è sovente segno di energia in atto), nel modulo quadrato, si alternano con precise leggi matematiche e trovano il loro luogo di incontro e mutazione nel Labirinto, figura mentale archetipa, luogo di evoluzione del segno-simbolo LUILEI, spazio esistenziale che può liberare o anche ingabbiare. E, nel labirinto, con LUILEI, si muove leggero il Clown, messaggero dell’arte, che dalla poesia alla musica, al soffio del vento, stimola la creatività umana.

Esposizioni_2011-Studio dell'Artista_slide

E’ ancora il mondo di LUILEI, con la sua carica di valenze simboliche, che riaffiora dal 1991 nelle pagine di grossi libri – prima di carta e gesso, poi di legno – costruiti di memorie, appunti, tracce di vita, e trapassati da lunghi chiodi, i Libri Muti.

Libri Muti.

Perché?

Forse perché senza parole, senza contenuti, vuoti, inutili?

Libri Muti, sì ma reliquiari che conservano sigillati sedimenti di vita.

Libri Muti, sì, ma cortecce che soffocano l’urlo dell’artista-uomo di oggi.

Libri Muti, sì, ma testimoni vivi di impotenza e fallimento di ideali.

Libri Muti, sì, ma vivai di semi nuovi.

Parlare del mio lavoro è sempre imbarazzante: parlare solo di ciò che oggi sto facendo non ha senso. C’è un filo conduttore che unisce il tutto: se non ci fosse la ricerca precedente, il lavoro di oggi non esisterebbe; quando si è imboccato un cammino la strada è sempre uguale, anche se le tappe sono frequenti e le visioni differenti.

Oggi sono approdata al silenzio dei Libri Muti, sculture in legno bloccate da chiodi di ferro, dopo 14 anni di ricerca sul segno-simbolo LUILEI e sul labirinto.

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Dai Tetraedri spostabili ai quaderni scritti, dai cilindri sospesi di plexiglass alle semisfere di alluminio oscillanti, dalle Performances ai Labirinti Impazziti, tutto ha contribuito a farmi avanzare nel cammino di chiarificazione del segno LUILEI, archetipo dell’equilibrio in arte, in natura e in noi.

Energia-calcolo-ritmo-movimento-forma-colore-LUILEI-verticale orizzontale, ecco le pedine del mio gioco in arte. Prima ancora la geometria con le sue regole, che aveva segnato la tappa delle ricerche sulle forme plastiche e sui colori, dopo che mi ero liberata dal figurativo.

Ma perchè oggi sono con i legni, i chiodi, il silenzio?

Forse lo capirò domani, quando questo lavoro, una volta esaurito, mi avrà portato più lontano verso una nuova tappa che non so ancora prevedere (1991).

Dopo circa 20 anni, fare libri inchiodati era ripetitivo, m’annoiava, dovevo aprirli, ma come? Cercando la soluzione nacquero i Libri Bilico: libri aperti su blocchi oscillanti. Potevo così concludere il mio percorso (2010).

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